Cinema

Il signore dello spazio e del tempo - Il film

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Da un romanzo di Rudy Rucker, uscirà un film diretto da Michel Gondry. Probabilmente una delle opere maggiori e più importanti dello scrittore, assieme alla tretralogia *ware. Maggiori informazioni sul film che uscirà. Il romanzo è possibile trovarlo su Urania n.1030 del 31-8-1986; esiste inoltre un'altra edizione del 1998 dal titolo "Su e giù per lo spazio-tempo", editore Einaudi, collana Einaudi tascabili Vertigo


EXTENDED PLAY: gli architetti e lo spazio digitale

Presente permanente

Peter Lunenfeld

In Inglese

Avvicinandoci a questa confezionata tappa di fine millennio, la nostra cultura visiva resta intrappolata all'interno di un inesorabile presente, girando oziosamente intorno a se stessa come se aspettasse un'ispirazione che deve arrivare da un momento all'altro.

Nel bene e nel male, il Moderno ha a suo tempo prodotto una serie di sorprendenti visioni del futuro; ma in realtà, il futuro del futuro sembrava assicurato proprio perchè gli stessi scenari erano abbastanza eterogenei. Le "machine dances" di Nikolai Foregger, concepite nel pieno dell'idealismo rivoluzionario del Soviet, e la passione di Le Corbusier per i materiali lisci negli anni Trenta esaltavano entrambe le glorie dell'industria con conseguenze completamente differenti; l'immaginario pulp del Pianeta Mongo di Flash Gordon, accanto al paesaggio lunare del 2001 di Stanley Kubrick; il Futurama allestito alla World's Fair del 1939 che ha anticipato, pur rimanendo qualcosa di diverso, i giocattolosi diners e le stazioni di servizio del periodo atomico nella California del sud; i pied-à-terre stile Playboy di Hugh Hefner nell'era spaziale, apparsi nello stesso periodo delle loro antitesi virtuali, le eco-topistiche fantasie hippy e i prati verdi.

Se, dall'inizio del secolo fino a tutti gli anni Sessanta, il futuro è stato descritto, raffigurato, stampato, filmato, animato e anche occasionalmente costruito, oggi la febbre per ciò che sarà si è un po' abbassata. Naturalmente ci sono delle ragioni per cui questo accade: la delusione pu� derivare dal fatto che il presente non ha rispettato le speranze in esso riposte in passato; oppure, forse, dall'esasperante moltiplicazione delle possibilità e dei bruschi cambiamenti che hanno caratterizzato questo secolo. Detto questo, io credo che la colpa della nostra inabilità ad immaginare qualsiasi cosa oltre il presente sia da imputare a due sistemi di visione quasi perfetti, che hanno entrambi più di dieci anni. Il primo è un film; il secondo un'interfaccia.

Consideriamo il caso di Blade Runner (1982) di Ridley Scott. Con i corridoi fra i grattacieli, i luminosi neon rossi, e con quel mix di imbottiture anni Quaranta e splendore high-tech giapponese, l'estetica di Blade Runner - descritta da Syd Mead, che ha visualizzato il futuro nel film, come "un labirinto di dettagli meccanici che coprono un'architettura poco riconoscibile producendo una sovrapposizione di stili che noi abbiamo chiamato retro-deco" - è perfettamente postmoderna. Come tale, essa ha inibito qualsiasi successiva descrizione del futuro. Quando Robert Longo comprò i diritti di Johnny Mnemonic, il breve racconto cyberpunk di William Gibson del 1981, nessuno sospettava la sua bravura; ma il film di Longo del 1995 fu un vero e proprio manuale che spiegava i limiti di Blade Runner: l'unica cosa che fece, fu fare in modo che il pubblico osservasse l'intervento del regista rispetto all'opera di Scott. Così come il ciclo dei Nibelunghi distrusse virtualmente, dopo Wagner, la grande opera, così Blade Runner è totale, completo nella sua concezione, esecuzione e integrazione tanto che tutti gli altri registi o hanno evitato il confronto oppure hanno fallito miseramente il loro intento. Paradossalmente, Blade Runner ha stroncato ogni visione cinematografica del futuro proprio nel momento in cui la Science Fiction diventava il genere dominante a Hollywood. Da quando George Lucas, con la trilogia di Guerre Stellari (1977-1983), dimostrò agli scettici dirigenti dell'industria del cinema che si stavano sbagliando, la Science Fiction ha dominato i botteghini internazionali con grossi successi come Terminator 2 (1991), Jurassic Park (1993) e Independence Day (1996). Allora, proprio per il suo successo commerciale, il boom della Science Fiction ha avuto un effetto anti-visionario: ecco allora che il futuro ha oggi a che fare con armi pi� nuove e con alieni sempre più mostruosi.

Durante il periodo di affermazione della Science Fiction è stato fatto molto per il successo del genere, a partire dall'uso delle tecnologie digitali. Ma ciò che questi strumenti rendevano possibile era un effetto di realismo digitale così totale che, paradossalmente, piuttosto che aumentare il numero delle scelte, lo riduceva di molto (e il surrealismo digitale? Le sue potenzialità sono ancora tutte da immaginare). Questo ci porta al secondo punto: l'interfaccia del computer che conosciamo tutti e che amiamo e disprezziamo al tempo stesso. Ormai sono rimasti in uso pochi sistemi operativi funzionanti con linee di comando (penso agli schermi a fosfori verdi e all'onnipresente prompter C://), il mercato è dominato dal un particolare gusto per le interfacce grafiche (Graphical User Interface). E' la metafora della scrivania con gli schedari, le icone, i cestini dei rifiuti e le finestre a cascata. Concepite negli anni Sessanta e perfezionate per il personal computer Xerox PARC nei Settanta, è diventata definitivamente l'interfaccia uomo/computer quando Apple ha introdotto il sistema operativo Macintosh, nel 1984, e quando Microsoft con Windows lo ha condotto al pieno successo, attraverso gli anni Novanta. Con il successo che ha avuto questo modello di interfaccia, così come è accaduto con Blade Runner, è diventato un impedimento a pensare al di là del presente. Nonostante il continuo aggiornamento del software che aumenta sempre di più la funzionalità del design, non è apparso niente di radicalmente differente nel mercato del computer, niente che realmente urli "Attenzione! Questo è il futuro!".

Nicotina - una vita senza filtro

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E' uscito da poco Nicotina - una vita senza filtro, ennesimo film dove appare il solito acarozzo che questa volta combina un po' di casini a citta' del messico. E si, il film e' proprio messicano, sono curioso di sapere se fanno vedere come riesce ad " entrare " nei sistemi. Cmq vedendo al TG alcune immagini noto con enorme sorpresa che non usano il solito pc con interfaccia XYZ, matrix-style o mac-style, ma nientemeno che Kde2!! Insomma l'uso di linux nella Pubblica Amministrazione messicana si fa sentire! [b]Trama:[/b] L'azione si svolge in tempo reale tra le 21,17 e le 22,50 di un lunedì o martedì d'autunno. Lolo è un hacker esperto che riesce a infiltrarsi in qualsivoglia computer, ma un giorno commette un errore. Scoppia così il caos a Città del Messico, le strade della città diventano un surreale campo di battaglia dove una donna, una gangster, un mafioso russo, una parrucchiera e una farmacista s'incontrano, si scontrano, si spiano e si sparano per trovare 20 diamanti scomparsi... Domanda: e' questo il primo film dove appare linux? Domanda 2: Matrix Reloaded, in cui appare nmap, puo' o no essere considerato il primo film in cui linux appare? P.S.: Sto cercando frames di Nicotina, dove si possa vedere KDE, qualcuno l'ha gia' trovato?

Film di Fantascienza e Mouse

Mi ricordo in "Codice Swordfish" che l'hacker di turno per programmare muoveva cubi sullo schermo. C'erano tre monitor, una tastiera enorme...e il mouse?? dov'è? Neanche un trackball? Niente. Minority Report: siamo nel futuro, al posto dei monitor, ci sono grandi schermi olografici, ma Tom Cruise muove con le mani delle psudo-finestre semitrasparenti. Sembra quasi di vedere le ultime versioni di Xorg con Xcompmgr attivato o MacOSX. Niente mouse, niente tastiera. Certo questo è proprio un film di fantascienza, gli autori si sono inventati se non tutto quasi, quando non hanno preso a piene mani dai racconti di Philip K. Dick e in particolare da quello omonimo. Vediamo Hackers? si dai quello deve essere credibile. Nelle prime scene si vedono delle lettere greche che sendono e salgono assieme a lettere e numeri in quantità. Quello è uno screensaver! Già, sembra così. E invece no! nella scena dopo mentre il nostro protagonista scrive alla tastiera, lo pseudo-matrix-style � ancora li! Allora non è uno screensaver..che così�? Ma poi come fa a vedere ciò che scrive sulla tastiera? Bah, misteri del cinema.

Nelle immagini qui sopra si può vedere che c'è una freccetta tra le finestre stile MacOS (vecchio) ma il mouse è nascosto. (non è neanche inquadrato, ma si vede Dade che rimette le mani sulla tastiera, dopo forse aver usato il mouse??) Negli altri frames i computer non sono dotati neanche di mouse pur avendo le finestre!!. Infatti sul computer di Dade si vede nella scena seguente una finestra con i bordi in stile MacOS, ma non si capisce come faccia a muoversi tra i box...Infine a metà film si rivede il computer di Dade (e qui c'è un primo piano) dove il cursore c'è e si muove moooolto velocemente ed è precisissimo, ma il computer è sempre quello ed è sempre privo di mouse! Ultima nota, i PC nei film sembrano avere effettivamente MacOS, le finestre sono proprio nello stile Macintosh, ma chiss� per quale motivo. Una delle poche volte dove ho visto un interfaccia diversa è stato un film italiano (forse un thriller) dove c'era Internet Explorer. Quindi il mouse fa poco cool, fa poco figo, mentre la tastiera...evidentemente no! C'è stato il periodo dei guanti virtuali (Johnny Mnemonic, Il Mago dei Videogame,etc.), ma quello della tastiera non è mai morto.  Invece in Nirvana, di Gabriele Salvatores, è presente quello che allora era considerato il mouse del futuro, il trackball. Inoltre è presente una chiara GUI futuristica, con semitraspaerenze interessanti. Se avete prove/critiche a favore o contro quest'articolo scrivete!!


Neuromante - il Film (Neuromancer : The Movie) Ci sarà mai?

Neuromancer - The Movie / Neuromante il film

[URL=copertina_neuromancer.htm][IMG]images/thumbs/thumb_neuromancer-hu-57.jpg[/IMG][/URL] Per anni si è creduto che ci sarebbe stato un film con il nome di Neuromante. Per un p� di tempo www.neuromancer.org è stato online, con il titolo "coming soon". Sarebbe dovuto uscire nel 2000. Il regista? Chris Cunningham, famoso per alcuni video di Aphex Twin ('Come to Daddy', 'Windowlicker'), Madonna (l'allucinato Frozen) e Portishead (Only You). E' conosciuto anche per il suo contributo agli effetti speciali di Alien 3 - La Clonazione. Si vociferò che il produttore sarebbe stato in un primo momento Alex Lightman, poi Peter Hoffman. Lo script del film ha cominciato a girare per internet su molti siti, ma al contrario di quanto si pensi non è stato scritto da William Gibson, bensì mel 1990 da Chuck Russel ('The Mask', il sequel di 'Nightmare on Elm Street', 'Eraser', ecc). Il sito neuromancer.org è stato chiuso nel Giugno 2000. Qualcuno afferma ancora che Cunningham stia ancora collaborando con Gibson sulla stesura dello script. [URL=http://eracyberpunk.altervista.org/intervista_gibson_matrix_preloaded.htm]L'intervista[/URL] spiega i motivi per i quali Neuromante non è mai stato tramutato in film. Inoltre spiega anche la visione di Gibson sulla trama di Matrix e illustra alcuni punti importanti delle sue opere e della sua visione dello "sprawl" (Fonte dell'intervista: MTV)

Intervista a William Gibson (or. The Matrix Preloaded - William Gibson's Original Vision, by MTV)

by Kurt Loder

I had long assumed that William Gibson was pulling in fat and frequent checks from the Wachowski brothers.
After all, their "Matrix" movies the marvelous original; the oddly not-great "Reloaded"; and the eagerly-awaited-anyway "Revolutions," due out November 5 may draw upon Japanese anime and Hong Kong kung-fu features for their action style, but some of the films' key concepts (and at least one character) seem clearly borrowed from Gibson's celebrated "Sprawl" novels: "Neuromancer" (1984), "Count Zero" (1986) and "Mona Lisa Overdrive" (1988). Gibson began publishing in small science-fiction magazines in 1977. Some of his early stories, like "Burning Chrome" and "Johnny Mnemonic" (made into a 1995 movie starring ... Keanu Reeves), were already set in the Sprawl, a grim, post-apocalyptic urban wasteland stretching from Boston to Atlanta (a place similar in tone to the exotically squalid future-world created by film director Ridley Scott in his 1982 SF classic, "Blade Runner").

Concept Art per il film Snowcrash di Stephenson

una concept art per l'ipotetico film ispirato al romanzo SnowCrash di Neal Stephenson "This is very early concept art for a proposed film of the book "Snowcrash." I misunderstood the direction given to me, as I painted a real futuristic city as opposed to a virtual one, so if this doesn't look familiar to fans of the book, the fault is mine. So what is it? Uh... Hong Kong in 100 years? That is a photo of Hong Kong in the foreground." [url=http://eracyberpunk.altervista.org/concept_art_per_snowcrash_di_stephenson_0][img]http://eracyberpunk.altervista.org/images/thumbs/thumb_snowcrash-52.jpeg[/img][/url]

Akira, un'intervista al creatore del manga : Katsuhiro Otomo

Otomo parla del film Ecco un'intervista al maestro riguardo l'anime. [url=locandina_originale_akira.htm][img]images/thumbs/thumb_akira_locandina-47.jpeg[/img][/url]

"Volevo fare un film che fosse un'accozzaglia di immagini, anzichè mostrare semplicemente le parti più importanti di ogni scena.

Volevo mostrare i dettagli, e se tali dettagli sono stati visti come un mosaico del tutto, e se di contro, lo spettatore può ricordare il film in quel modo, allora ho centrato la mia intenzione."

"Ecco perchè ho creato Neo-Tokyo per inquadrare ed enfatizzare l'immagine che avevo di Akira. Sebbene il titolo del film sia il nome di un bambino, di fatto questo non si evolve attorno ad un singolo personaggio. Nessuno è il protagonista, anche se molti possono semprare tali. Tutti i personaggi hanno una storia nella loro vita così il plot è semplicemente l'intreccio di molte storie."

Un romanzo fotografico cyberpunk

Un romanzo fotografico, abbastanza grezzo, ma che comunque conferma che il cyberpunk non è morto. Che poi qualcuno affermi che non è mai esistito, ...è un altra storia [URL=http://www.maison-de-stuff.net/john/pictures/cyberpunk/]www.maison-de-stuff.net[/URL] [url=romanzo_fotografico_cyberpunk.htm][img]images/thumbs/thumb_romanzo_cyberpunk_fotografico-48.jpeg[/img][/url]
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