Lawrence Person scrisse l'articolo "
Notes Toward a Postcyberpunk Manifesto" su
Slashdot il 9 Ottobre del 1999. All'incirca un anno fa l'avevo
riportato su Era
Cyberpunk in inglese.
Con grande gioia ho scoperto che Danilo Santoni ha
tradotto l'articolo e l'ha pubblicato su
intercom-sf.
Sicuramente un articolo da leggere per approfondire la relazione tra cyberpunk e fantascienza anni '70 e tra cyberpunk e nuova fantascienza ibrida. Person non spiega cos'è il cyberpunk, bensì evidenzia le differenze tra alcuni romanzi degli anni '90 e quelli scritti nel decennio cyberpunk.
Alcuni romanzi che potrebbero essere "etichettati" come postcyberpunk:
- L'era del diamante, Neal Stephenson
- Isole nella rete e Fuoco Sacro di Bruce Sterling
- Necroville (Terminal Cafe) di Ian McDonald
- Il piano clandestino (The Star Fraction) e La divisione Cassini (The Stone Canal) di Ken MacLeod
- La regina degli angeli (Queen of Angels), Slant e (parti di) Marte in fuga (Moving Mars) di Greg Bear
- The Fortunate Fall di Raphael Carter
- Alcune opere di Greg Egan
- Aristoi di Walter Jon Williams
- Jack Womack, Kathleen Ann Goonan, Linda Nagata, Nicola Griffith possono facilmente essere accomunati al cyberpunk.
Personalmente aggiungerei Freeware di Rudy Rucker, in campo letterario; nel cinema, molti anime moderni si sono avvicinati alla prospettiva postcyberpunk descritta da Person. Ghost In The Shell: Stand Alone Complex è l'esempio più lampante: coloro che usano profondamente la tecnologia, la violenza, con violazioni della privacy, sono presentati come "i buoni" e sono i protagonisti della serie.
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