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 <title>Era Cyberpunk - Uccidere un hacker: L&amp;#039;intervista ad Andrea Ferraresso. - Comments</title>
 <link>http://eracyberpunk.altervista.org/uccidere-un-hacker-lintervista-ad-andrea-ferraresso.html</link>
 <description>Comments for &quot;Uccidere un hacker: L&#039;intervista ad Andrea Ferraresso.&quot;</description>
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 <title>Uccidere un hacker: L&#039;intervista ad Andrea Ferraresso.</title>
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 <description> &lt;p&gt;Come &lt;a href=&quot;http://eracyberpunk.altervista.org/foro/viewtopic.php?t=307&quot;&gt;preannunciato sul forum&lt;/a&gt; ho posto delle domande ad Andrea, autore di Come Uccidere un hacker, [&lt;a href=&quot;http://digilander.libero.it/code6502/&quot;&gt;sito dell&#039;autore&lt;/a&gt;] che riporto nell&#039;intervista seguente.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;postbody&quot;&gt;&lt;a class=&quot;postlink&quot; target=&quot;_blank&quot; href=&quot;http://eracyberpunk.altervista.org/files/UccidereUnHacker_v0.99b.pdf&quot;&gt;Download da Eracyberpunk [MIRROR] 0.99b&lt;/a&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;in grassetto le mie domande [Hadakàar], in corsivo/italic le risposte e le considerazioni di Andrea. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Ciao Andrea, ho letto il tuo fumetto, Come uccidere un hacker. Mi ha colpito parecchio, anche se non sono un grande esperto di fumetti.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Neanch&#039;io ho una cultura enciclopedica. Ma ne ho ne ho letti un sacco, di fumetti, specie negli anni &#039;90. Sempre nello scorso decennio ho visitato parecchie mostre.&lt;br /&gt;Bellissimi gli originali di Magnus e quelli di Bilal. Nella mia libreria si trovano De Luca, Miller, Toppi, De Vita, Bottaro, Mignola, Pratt, Takahashi, Nihei, Barks, Eisner, Battaglia, Moebius, Pazienza, Bilal, Roi (Dylan Dog), Mari (i primi Nathan&lt;br /&gt;Never), Cavazzano, Magnus, gli albi di ESP (nostalgia!), Gea, Mondo Naif (e derivati), Il Corvo presenta, The books of magic, Sandman, Nausicaa, Alita, Dragonball, Akira, (sia a colori che b/n), Appleseed, diversa roba di Alan Moore, Tank girl, Asterix, Ranxerox, ecc. ecc.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tuo fumetto è una delle poche opere Hacker/&lt;a class=&quot;glossary-term&quot; href=&quot;/glossary.htm#term3&quot;&gt;&lt;acronym title=&quot;Cyberpunk: Il Cyberpunk Ã¨ una corrente letteraria e artistica nata nella prima metÃ   degli anni &amp;#039;80, prevalentemente nell&amp;#039;ambito della fantascienza. I fondatori vengono comunemente considerati William Gibson, per i racconti e romanzi fortemente innovativi e caratteristici dal punto di vista stilistico e delle tematiche, e Bruce Sterling, per averne scritto il manifesto poetico-politico Manifesto della nuova fantascienza. Bruce Sterling ha definito il cyberpunk come &amp;amp;quot;l&amp;#039;integrazione del mondo high tech e della cultura pop, specialmente nel suo aspetto underground&amp;amp;quot;. Si ritiene comunemente che il termine cyberpunk sia stato coniato dal critico Gardner Dozois. Bruce Sterling, Rudy Rucker, Lewis Shiner, John Shirley e altri scrittori avevano perÃ² preferito chiamarsi Mirrorshades Movement (movimento degli occhiali a specchio).

Bruce Bethke ha invece dichiarato di aver coniato personalmente il termine all&amp;#039;inizio degli anni Ottanta. Il nome del racconto che lui aveva scritto in quel periodo era appunto Cyberpunk!. Bruce Bethke inoltre afferma che Gardner Dozois insisterebbe di non aver inventato il termine, quanto di averlo popolarizzato (Dozois avrebbe detto in privato a Bethke di aver preso il termine in giro, verso l&amp;#039;inizio degli anni Ottanta). Secondo alcuni autori (tra cui Gibson stesso) il cyberpunk non fu mai un vero e proprio movimento, quanto piuttosto una sensibilitÃ   comune ad alcuni autori, identificabili in quelli raccolti nella prima antologia del cyberpunk intitolata Mirrorshades (1986). Secondo costoro e significativa parte della critica il cyberpunk, almeno in quanto corrente d&amp;#039;avanguardia, si puÃ² considerare concluso giÃ   alla metÃ   degli anni Ottanta. Il suo successo in seguito avrebbe spinto molti altri autori a sfruttarne le tematiche, anche per scopi commerciali, favorendo appunto la nascita di un nuovo genere. In ogni caso la sua crescente popolaritÃ   tra lettori ed autori ha reso ormai stabilmente il cyberpunk un importante sottogenere della letteratura fantascientifica, con forti influenze estetiche sul cinema, sul fumetto e piÃ¹ in generale sulla cultura mediatica. Anticipato e prefigurato sotto certi aspetti nelle opere di Philip K. Dick, all&amp;#039;aspetto tecnologico tipico della fantascienza il cyberpunk aggiunge una forte connotazione politica e sociale.

I romanzi cyberpunk sono ambientati in un futuro prossimo (intorno al 2020), in un mondo decadente e ipertecnologico dominato dalle grandi multinazionali commerciali, le Zaibatsu, spalleggiate dalla Yakuza, la potente mafia nipponica. I protagonisti, in genere degli hacker, sono in costante fuga da questa cupa realtÃ   e trovano la loro ragion d&amp;#039;essere in un mondo virtuale parallelo, il cyberspazio, teatro delle loro battaglie.

Lo stile narrativo Ã¨ caratterizzato dall&amp;#039;apparente assenza di un intreccio ben definito - il racconto si concentra sulle azioni dei personaggi - e dall&amp;#039;uso di un linguaggio barocco che mischia tecnicismi informatici ed espressioni gergali della strada, molto difficile da rendere in una traduzione.

da: Wikipedia:Cyberpunk
Lemma del Glossario rilasciato sotto licenza GFDL

&quot;&gt;Cyberpunk&lt;/acronym&gt;&lt;/a&gt; in Italia. All&#039;inizio presenti l&#039;opera come quella che avresti voluto sempre leggere. Quando fu la prima volta che ti venne in mente questo progetto?&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1991, in quinta superiore. Ero a Monaco in gita scolastica e vidi un servizio alla tv tedesca su Karl Koch. Gli anni &#039;80 si erano chiusi, avevo da poco smesso il Commodore 64 per un Amiga, ma non era la stessa cosa...&lt;br /&gt;In realtà scrissi la sceneggiatura solo molti anni dopo, quando accumulai un numero sufficiente di libri ed altro materiale su quella vicenda. Ma persi parecchio tempo per trovare qualcuno che disegnasse il fumetto, collezionando solo una serie di bidoni.&lt;br /&gt;Alla fine ero talmente preso dalla questione, che ho deciso che l&#039;avrei disegnato io.&lt;br /&gt;Ci ho messo circa sette mesi, tutto di notte o quasi. Non avevo praticamente mai disegnato nulla del genere prima.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Il tuo stile nel tratto mi ricorda qualcosa degli anni &#039;70: tanti messaggi ammiccanti dentro le tavole. E&#039; vero? A chi ti sei ispirato per completarle?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;Sì. Graficamente sono stato influenzato da quello che ho visto e letto da bambino, principalmente l&#039;inarrivabile Gianni De Luca (se un giorno riesco a disegnare una storia come &quot;Fantasmi&quot;, poi posso anche appendere la matita al chiodo) e Cavazzano.&lt;br /&gt;Speriamo che un giorno ristampino &quot;&lt;strong&gt;Paulus&lt;/strong&gt;&quot;, vero unico esempio di catto-cyberpunk!&lt;br /&gt;Successivamente ho scoperto Moebius, Pazienza e Magnus. Tra i giapponesi (è scontato), Shirow, Otomo e Miyazaki. Recentemente ho rivalutato Pratt.&lt;br /&gt;Tra gli italiani in attività: Vanna Vinci e Andrea Accardi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nella storia ci sono numerosi cenni storici. Mi ha colpito particolarmente Bhopal, una strage che ho sempre voluto ricordare come una delle peggiori della storia recente. Lo pensi anche tu?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bhopal è una vicenda simbolo degli anni &#039;80. Uno di quei campanelli di allarme che nessuno ha ascoltato. La natura si sta comunque prendendo la sua rivincita. Oggi c&#039;e&#039; una temperatura primaverile. L&#039;8 di dicembre una volta nevicava...&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;Come si può scorgere nel fumetto pare tu conosca Decoder, al tempo lo leggevi, o preferivi qualche e-zine italiana?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Decoder? No, mai letta.&lt;br /&gt;Ah ah ah. Ok, scherzavo. Ho tutti i numeri. In passato acquistavo veramente un sacco di roba, e-zine comprese.&lt;br /&gt;&quot;CYBERPUNK Antologia di testi politici&quot; della Shake, nel 1990, fu&lt;br /&gt;veramente un grande evento editoriale.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Hai vissuto il periodo Cyberpunk in italia? che ne pensi oggi e che ne pensavi allora?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Bè, ho messo le mani su un commodore 64 nel lontano 1983. Li&#039; imparai l&#039;assembly perche&#039; col basic non si faceva nulla. Comprai anche Neuromante. Una delle prime edizioni italiane. Poi diversa roba di Dick, di Sterling, tra cui l&#039;illuminante &quot;Giro di&lt;br /&gt;vite contro gli hacker&quot;. I dischi dei Clock Dva. Ho visto gli Einstuerzende Neubauten dal vivo 2 volte.&lt;br /&gt;Pur abitando in provincia ho fatto la mia parte, diciamo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Che ne pensi di Era Cyberpunk?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L&#039;ho scoperta per caso, da poco. E&#039; stata un gran bella scoperta, direi.&lt;br /&gt;Non e&#039; detto che in futuro non mi metta a disegnare qualcosa di totalmente cyberpunk.&lt;br /&gt;Vedremo. Sono in fase di valutazione!&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Grazie ad Andrea per aver avuto la voglia e il tempo di rispondere alle nostre &lt;em&gt;noiosissime&lt;/em&gt; domande, aspettiamo impazienti la tua prossima opera!&lt;/p&gt; </description>
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 <pubDate>Sat, 16 Dec 2006 00:24:22 +0100</pubDate>
 <dc:creator>Hadakaar</dc:creator>
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