EraCyberpunk - La comunità italiana del cyberpunk nel nuovo millennio. Discussioni, forum, blog, video, radio.

VisionStation - un avvolgimento a 160°


Cos'è? VisionStation, prodotto da Elumens, è un sistema immersivo a basso costo di osservazione 3D adatto ad una vasta gamma di applicazioni.
Vantaggi?
Le applicazioni standard, su uno schermo normale possono essere visualizzate con un campo di visibilità (FOV) di 60°.
VisionStation è in grando di "produrre" un'esposizione completamente immersiva di 160°.
Il FOV ultra-largo genera un senso di spazio e di profondità, senza l'esigenza di occhiali o vetri protettivi.
Inoltre il formato cosi grande (1,5 metri) crea una sensazione 3D senza precedenti.
Ideale per quali Applicazioni?
- Addestramento e Simulazioni militari
- Simulazioni commerciali
- Presentazioni di prodotti
- Progettazioni grafiche e CAD
- Intrattenimento

Bhe l'inverno si avvicina, e con lui anche il Natale... se non sapete cosa regalare, questo sarà apprezzato sicuramente. In fondo si tratta solo di 40.000€!

[Via Blog di CristianContini e GadgetBlog]

A Scanner Darkly : nuovo poster

Tags: Cinema
Nuovo poster per A Scanner Darkly
 
Sembra che il vecchio poster per A Scanner Darkly sia stato definitivamente accantonato. Il nuovo sembra catturare meglio l'essenza del film: la tecnica rotoscope.






Link Diretto al trailer:
http://mp3content03.bcst.yahoo.com/bmfroot03/BMFShare03/yahooent/11/13012066.mov

Lo screenplay di Charlie Kaufman
http://www.beingcharliekaufman.com/scanner.pdf

Blame! di Tsutomu Nihei

Ispirato dai commenti che su questo sito qualcuno aveva fatto, e dopo aver intravisto alcune scene dell'anime omonimo, ho deciso di cominciare a leggerlo. Le atmosfere sono davvero eccezionali, ben curate e verosimili. Esse creano un senso di claustrofobica malinconia, che crea un pathos notevole nel lettore. I dialoghi, come annunciato sono davvero pochi e si fatica sia a ricostruire l'azione, sia a comprendere la successione dei fatti. Ho infatti avuto non poche difficoltà ad adattarmi allo stile di narrazione dell'autore, ma poco per volta tutto diviene sempre più chiaro. Probabilmente l'autore, al suo primo da mangaka, ha costruito la storia poco per volta, forse non avendo un chiaro progetto di cosa avrebbe dovuto raccontare. La narrazione è a tratti un pò frammentata, almeno nei primi episodi. Secondo alcuni appassionati l'edizione italiana, la traduzione è davvero mal fatta, incomprensibile, che non rendono giustizia al lavoro di Nihei. Per ovviare a questo esistono in rete alcune traduzioni, in inglese; del volume 10 esiste anche una traduzione in italiano. La storia è ambientata in un Cyber-Dungeon che pare avere un'estensione incredibile, sia in verticale che in orizzontale. Grazie ad una pistola a raggi gravitazionali, Killy, il protagonista, riesce a farsi strada attraverso ambienti diversissimi, e capire come l'evoluzione abbia potuto modificare la specie umana. Frequenti gli essere bio-meccanici, che abbiamo avuto il piacere di osservare per le prime volte nelle opere di H.R.Giger, ma che Nihei riesce a ricreare senza cadere nel manierismo. Il disegno non è tondeggiante e rifinito come in altri manga (e c'è qualcuno che neanche lo definisce tale), bensì tende alla forma abbozzata, in movimento, sfuggente. Lo stile di Nihei è lontano dai classici standard del mercato giapponese ma la scelta è azzeccata, perchè in sintonia con l'ambientazione.
Durante gli anni sono usciti numerosi prequel e sequel a Blame!,come  annunciava j0k3r:
Dead Heads, Snikt!, Megalomania - Blame! and So On, Biomega, Noise, NSE sono gli episodi che in ordine cronologico (della storia di questo mondo)si susseguono. Non saprei con esattezza con che sequenza siano usciti, se non che Blame!, Noise e Snikt! sono gli unici usciti in italia e quindi presumo quelli usciti per primi (Noise e Snikt! hanno seguito Blame! ovviamente). Esistono anche dei corti su Blame!: Zeb-noid, Blame! Academy e Digimortal, tutti trovabili sulla rete (ed2k).
Esiste anche un anime composto da 6 logs più un Extra - Collapsed Data, ma che non ha lo stesso impatto del fumetto, forse ha cercato di ripercorrerne la strada oscura e enigmatica, ma con meno successo.

Buona lettura! ...e visione!

Tutto il potere agli Overclocker

Articolo apparso sull'Espressonline, l'anno scorso,

Usano il pc per andare oltre il presente. Tra fantascienza e utopia. Ecco i nuovi ribelli secondo il profeta del cyberpunk Bruce Sterling

di Francesca Tarissi
Cinquant'anni ad aprile e aria gioviale, Bruce Sterling è lontano anni luce da quell'immagine dark che si visualizza istantaneamente in chiunque pronunci la parola "punk". Nessun chiodo di pelle iperborchiato, nessun accessorio strano di metallo, niente anelloni, piercing o capelli colorati dritti in testa. Il guru del movimento letterario cyberpunk, lo stesso che ne delineò il manifesto poetico-politico nell'antologia di racconti fantascientifici "Mirrorshades", il texano che guidava un gruppo di giovani (allora) talenti che intendevano vivere ed esperire la tecnologia "sottopelle", oggi è un signore appena informale ed eccentrico. Ma l'ex ragazzaccio di Brownsville non ha rinunciato a muovere le idee e a proporre al mondo la sua personale visione della tecnologia, connessa con la politica.

Lei è venuto in Italia per partecipare a un convegno sulla roboetica, l'etica applicata ai robot. Che cosa ci fa uno scrittore cyberpunk in mezzo a tanti scienziati e accademici?
"Negli anni '80, quando scrivevo per le riviste di fantascienza, mi sarebbe piaciuto davvero molto entrare in contatto con un certo mondo scientifico. L'idea che adesso ho un peso letterario sufficiente da potermi rivolgere a persone di questo tipo, mi diverte e al contempo mi interessa molto. Temo, però, che ciò significhi che dovrò comportarmi come un intellettuale rispettabile. Del resto, ormai preferisco essere un intellettuale rispettabile piuttosto che un orribile cyberpunk...".

Non si considera più un punk?
"In passato lo sono certamente stato. Ho ancora gli orecchini, la giacca di pelle nera... Quando avevo 25 anni, e cioè 25 anni fa, ero più in conflitto con la cultura del momento di quanto non lo sia adesso. Ero un punk, uno scrittore punk bohémien. Ora sto uscendo da tutto questo".

Ci sono ancora i cyberpunk nel 2004?
"Oh, direi che i nomi e le definizioni non hanno importanza. I nomi cambiano continuamente: bohémien, flapper, hippie, punk, raver, dissident. C'è sempre una minoranza giovanile scontenta. Fa parte della condizione umana ed è positivo perché può portare a una maggiore chiarezza di quanto ci circonda. Il movimento punk in senso stretto non diverrà mai un movimento di massa. Oltre la metà della popolazione americana ha accesso a un computer. Io ho un portatile e anche lei sicuramente ne ha uno. Sono questi gli aspetti che si diffondono veramente, non tanto il fatto che la gente legga le parole che io ho usato nelle mie idee, le idee che ho discusso vent'anni fa. La vera vittoria non è il fatto che io abbia detto qualcosa che ha avuto effetto, ma è che adesso siamo tutti cyber. Io sono un cyberpunk, ma c'è un cyberesercito, una cyberaccademia, un cybergoverno, una cyberstampa...".

Quindi in realtà siamo tutti dei cyberpunk?
"Sì, tutti. Perché la verità è che non hai bisogno di essere un punk quando si tratta di un'idea nuova. Quando hai un'idea nuova e rivoluzionaria la gente ti definisce punk. Non sono stato io a scegliere quel nome. Guarda quanti computer ci sono oggi in giro. I computer sono ovunque, gli aspetti cyber sono ovunque. Ho un computer così piccolo da poterlo tenere in tasca. Venticinque anni fa non esisteva e adesso eccolo qua: non solo ne ho uno, ma è anche europeo!".

D'accordo però che il nome punk suoni un po' datato?
"Sì, è sorpassato. Passo molto tempo con i giovani scrittori e gli dico sempre di non definire se stessi cyberpunk, perché è fuori moda. Molto meglio che si definiscano Overclocker".

Scusi?
"In Rete vengono definiti Overclocker quelli che amano spingere il proprio computer oltre i suoi limiti teorici. In senso lato, gli Over Clocker sono quelle persone che cercano di guardare e andare sempre un po' oltre le frontiere del presente. Ecco perché gli Overclocker sono gli eredi dei cyberpunk. Io e quelli della mia generazione restiamo dei cyberpunk perché siamo troppo vecchi per essere Over Clocker. Questi nuovi scrittori di fantascienza, come Cory Doctorow e Charles Stross (i più conosciuti), o anche Karl Schroeder, Peter Watts, Wil McCarthy e Alastair Reynolds, hanno invece al massimo trent'anni. Hanno letto i nostri lavori e in un certo senso sono i nostri eredi spirituali. La differenza tra noi e loro è costituita da vent'anni di sviluppo tecnologico. Ciò significa che vivono e lavorano in una società diversa da com'era la nostra. Gli Over Clocker utilizzano le e-mail e pubblicano sui blog: noi vecchi cyberpunk, alla loro stessa età, eravamo invece abituati a stampare con le Xerox e a battere con la macchina da scrivere".

Tra i nomi che mi ha citato, c'è n'è uno in particolare che lei considera il suo vero erede spirituale?
"Esiste un gruppo di giovani scrittori che più volte l'anno si riunisce da me. Io esercito indubbiamente una certa influenza su di loro e sul gruppo letterario di discussione che abbiamo creato insieme, ma in nessun modo cerco di far sì che loro scrivano secondo il mio stile. Sponsorizzando "Turkey City Workshop" (questo è il nome del gruppo), sto cercando di ripagare il debito che io ho verso gli scrittori che mi aiutarono quand'ero giovane e sconosciuto. Io penso che ognuno debba dare ai propri eredi gli strumenti di cui hanno bisogno per creare i propri lavori, evitando il più possibile di opprimerli con l'eredità che lasciamo loro".

Che cosa scrive adesso?
"Via via che invecchio e divento rispettabile, scrivo di cose più serie. Mi occupo soprattutto di politica contemporanea. Sono tempi molto duri per gli Stati Uniti. Non mi ricordo di aver mai vissuto un momento così brutto. Le cose vanno male quasi come negli anni '50 e a metà degli anni '70. Stanno succedendo delle cose molto brutte".

Scorge all'orizzonte dei pericoli per la nostra libertà civile e digitale?
"Sì, esatto. Occorrerebbe stabilire delle leggi. L'argomento è molto serio. Le libertà civili legate a Internet sono in una fase iniziale. Ma occorre essere consapevoli che la libertà civile ed elettronica non è un qualcosa che si può avere e basta. Bisogna conquistarla nuovamente, di volta in volta. Bisogna continuamente ricrearla. Il mio sospetto è che il pericolo più grave oggi sia rappresentato da una sorta di conquista pianificata dello Stato da parte di multinazionali corrotte. Quando a essere implicati sono i livelli più alti del governo, allora diventa impossibile innovare. La società finisce impantanata in una serie infinita di speculazioni di stile mafioso che non portano a nulla. In questo senso, penso che la Russia sia all'avanguardia rispetto al resto del mondo. Non grazie al modello sovietico, ma a modelli tipo Yujos Oil: un nuovo ordine mondiale gestito da imbroglioni con dei conti in banca all'estero, che possono comprare e rivendere i politici a loro piacimento. Qualcosa di simile a quanto sono state Enron negli Usa e Parmalat in Italia. Una società del genere può apparire libera dal di fuori, con i suoi annunci televisivi colorati e le donne curate e ben vestite, ma la sua cultura, la cultura che permea la società, è ferma, impantanata, e soffoca lentamente per mancanza di onestà".

E come si può combattere un simile stato di cose?
"Si può combattere riconoscendo e proteggendo quelle cose che, come ebbe a dire una volta Italo Calvino, "non sono parte dell'inferno". Bisogna essere consapevoli di ciò che succede e riconoscere che non ci sono vittorie finali nella battaglia per la "libertà". Il prezzo della libertà potrebbe benissimo essere "la vigilanza eterna", ma dato che noi esseri umani non siamo eterni non abbiamo bisogno di soluzioni permanenti e incredibili. Ci basta fare del nostro meglio mentre abbiamo la fortuna di essere qui. Il pericolo maggiore è quello di una guerra civile globale. Un movimento globale che si scontra contro il capitalismo a livello mondiale. Con effetti devastanti. Ma cose orrende sono avvenute durante tutto il Ventesimo secolo e siamo comunque sopravvissuti. Non credo nell'Apocalisse. Trovo che l'idea dell'Apocalisse sia noiosa. Potremmo attraversare un brutto momento di una decina d'anni, ma non sarebbe permanente, quindi non dovremmo disperare. Corriamo un rischio, ma è soltanto un rischio. I momenti brutti passano, proprio come quelli belli".

MegaTokyo.it

Traduzione del fumetto di Fred Gallagher (aka "Piro") e Rodney Caston (aka "Largo"). La storia di due statunitensi che dopo una visita all'E3 finiscono in Giappone. Il fumetto è copmletamente comico-citazionistico. I temi vanno dall'informatica, videogiochi ai film come Matrix e altri. Su Wkipedia c'è una recensione completa e la sua storia.

link: www.megatokyo.it

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Heat Guy-J

Proprio fra pochi minuti inizierà Heat Guy-J su MTV, il primo episodio della serie a tinte Heat Guy-Jcyberpunk ideata da Kazuki Akane, regista degli OAV i cinque samurai e di Escaflowne: The Movie.

“Questo è il vostro futuro. La tecnologia robotica è illegale e ha dato origine a una temibile mafia hi-tech. Il governo, incapace di debellare la minaccia, ha autorizzato un’unità anti-crimine. Io e il mio partner, Daisuke Aurora, ne facciamo parte. Io sono il solo androide legale esistente. Sono conosciuto per strada attraverso l’ombra delle dicerie. Sono conosciuto come Heat Guy J”

La trama:
Nella sterminata città-nazione chiamata Judoh precise leggi regolamentano la vita della popolazione al suo interno. Per mantenere lo status quo oltre alla Polizia è stata istituita una squadra sperimentale di prevenzione anti-crimine. I componenti della squadra di sicurezza cittadina sono appena tre: la giovane e risoluta ufficiale Kyoko Milchan, l’agente speciale Daisuke Aurora e il possente HEAT GUY-J, ben più di un semplice uomo. J è infatti l’unico androide con il permesso legale di solcare le strade cittadine, e la sua potenza è ormai diventata leggenda. Il suo legame con Daisuke è indissolubile: egli è il vero e proprio braccio operativo della squadra, collegato in simbiosi alle funzioni vitali del suo partner. Questa Unità di Sicurezza Cittadina ha l’ordine d’indagare sui possibili crimini prima che possano essere commessi.

Ex Machina, un nuovo RPG Cyberpunk

Tags: GDR
Un genere che deve svecchiarsi velocemente per non perdere credibilità, come il Cyberpunk, dovrebbe subire continui mutamenti, soprattutto in campo GDR, dove le modifiche sono aperte a tutti. Invece pare che il fantasy batta completamente in termini di seguito il nostro caro genere. Sulle cause di questa tendenza non mi voglio pronunciare, se ne è già parlato troppo. Invece voglio comunicarvi la nascita di un nuovo GDR Cyberpunk: Ex Machina. Il gioco è basato sul dX system, un set generico di regole che permette la gestione di un GDR, simile a GURPS. Il costo è relativamente basso: 9$ su Amazon. Se volete leggere l'intero articolo andate qui (bOINGbOING)


Finalmente Cyberpunk 203X

Notizia un pò vecchiotta: pare che Pondsmith abbia dichiarato in via definitiva l’uscita di Cyberpunk 203X per Febbraio prossimo. Non sarebbe la prima volta che un annuncio del genere viene fatto, ma questa volta a dare sostegno alla dichiarazione c’è un pdf di presentazione di 15 pagine con un assaggio di varie cose…

Che dire? Dategli un’occhiata.

Ho letto alcune parti del PDF, e soprassedendo sulla brutta grafica, e i disegni uguali alla versione precedente, c'è un grosso cambiamento nell'ambientazione. Deserti post-olocausto alla Hardware vengono mixati con le megacittà alla Blame!. Niente più governi o corporazioni (le corporazioni stampo cyberpunk alla Gibson sono già troppo attuali). Sei diverse culture caratterizzano la specie umana. Inoltre il Cyberware è ora molto meno invasivo, ed entrano in gioco le nanomacchine e mi sa che sono arrivati già troppo tardi. Cio’ che è rimasto dele popolazioni orbitali è costretto a darsi alla pirateria e al recupero dei satelliti guasti per soppravivvere. Le città sono intelligenti e in grado di adattarsi come un organismo vivente grazie all’azione di miliardi di nanomacchine edili.

Dato che ormai non mi interesso più di GDR, è difficile che proverò a giocare a CP203X, ma se mi passasse tra le mani il manuale intero, non esiterei a dargli un'occhiata ;)